![]() | Qualsiasi scelta nella vita dove essere guidata dalla consapevolezza, in particolar modo quando questa scelta viene fatta da un genitore ma ricade sul proprio figlio. Un genitore ha il diritto di scegliere cosa sia meglio per i propri figli, ma al contempo ha il dovere di informarsi adeguatamente e comprendere tutte le sfaccettature che tale scelta comporta, sia che si scelga di mandare a scuola i propri figli, che si decida di non far frequentare la scuola e si opti per un percorso di istruzione Parentale o Famigliare. |
Di seguito una line guida sintetica per quelle famiglie che intendono intraprendere per i loro figli un’educazione al di fuori del servizio scolastico delle scuole statali e private parificate.
Ricordiamo che andare a scuola non è obbligatorio. Secondo gli artt. 30, 33 e 34 della Costituzione è obbligatorio istruire ed educare i propri figli.
La scelta può orientarsi
- privatamente in scuole “non parificate” (istituite con società, con cooperative sociali o con associazioni registrate), che la famiglia ritiene per organizzazione, numero di alunni e programmi più adeguate di quanto offerto dalle scuole statali o private paritarie;
- personalmente, in forma non organizzata o associativa non scolastica, coinvolgendo la sola famiglia o più famiglie con attività educativa svolta dai genitori o con tutor e insegnanti esterni alla famiglia che coprano parzialmente o totalmente i fabbisogni educativi del bambino/ragazzo.
Ma prima di tutto è necessario chiedersi se si vuole istruire i propri figli nella modalità di “ISTRUZIONE PARENTALE” o di “ISTRUZIONE FAMIGLIARE”.
ISTRUZIONE PARENTALE
Per Istruzione Parentale si intende quel percorso giuridico che, sebbene il fanciullo non frequenti, accetta di mantenere un rapporto con l’Istituzione Scolastica per la parte di vigilanza e verifica. Rimane infatti utente della scuola a cui è stata data la comunicazione. Viene registrato dalla scuola, sotto il proprio codice meccanografico, nell’Anagrafe Nazionale degli Studenti (ANS). La scuola, diventando così ente “Vigilante” sul fanciullo per l’obbligo scolastico in quanto “iscritto/registrato” come suo utente.
Tra le norme specifiche che regolamentano l’Istruzione Parentale ricordiamo il DLgs 62/2017 che all’art. 23 cita “In caso di istruzione parentale, i genitori dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente, ovvero coloro che esercitano la responsabilità genitoriale, sono tenuti a presentare annualmente la comunicazione preventiva al dirigente scolastico del territorio di residenza. Tali alunni o studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni presso una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.”
PRO
- Vigilanza della scuola
L’istituto giuridico dell’Istruzione Parentale sicuramente è più conosciuto e utilizzato, quindi, viene accettato dalle istituzioni anche perché la Vigilanza che deve essere messa in atto dagli enti preposti, in questo caso la Scuola, si limita alla presa in carico della comunicazione dei genitori, alla registrazione del fanciullo nell’ANS, all’acquisizione dell’attestato dell’esame di idoneità e all’aggiornamento dell’ANS. Quindi la vigilanza si riduce ad atti puramente amministrativi in quanto la presenza di un titolo (esame di idoneità o di fine ciclo) di per sè attesta l’avvenuta formazione.
Quindi solitamente il rapporto diventa molto semplice e comporta solo il deposito della comunicazione, richiesta ad aprile dell’esame e consegna dell’attestato di idoneità o di fine ciclo.
CONTRO
- Vigilanza della scuola
Tuttavia, quanto sopra esposto nei pro, a causa del fatto che in questi due ultimi anni molte famiglie hanno deciso di istruire i propri figli fuori dalla scuola, le stesse hanno assunto un atteggiamento molto “aggressivo” in quanto vedono perdere utenti/soldi e potere.
Quindi, sempre più numerosi sono i casi in cui si trovano Dirigenti Scolastici che vanno oltre, indagando e invadendo la privacy della sfera famigliare, richiedendo non solo l’autocertificazione delle capacità tecniche o economiche, ma anche curriculum, nome di eventuali insegnanti, contratti in essere ecc. tutti dati che non possono essere richiesti per legge. Richiedono inoltre incontri durante l’anno per verificare l’andamento dell’istruzione impartita.
Per arrivare a casi estremi, come quello in Alto Adige in cui la Giunta Regionale ha emanato leggi in cui i genitori che decidono di fare Istruzione Parentale devono:
Art.7 comma 1
a) dimostrare che hanno effettuato un colloquio obbligatorio di consulenza presso la scuola, un esperto/una esperta dell’Unità consulenza psicopedagogica della Ripartizione pedagogica o il/la Garante per l’infanzia e per l’adolescenza;
b) dichiarare quali persone impartiscono l’istruzione parentale e di quali qualifiche dispongono;
c) dichiarare in che modo intendano assicurare il raggiungimento degli obiettivi formativi stabiliti nelle indicazioni provinciali o nei piani di studio, presentando un programma e dimostrando in modo dettagliato come vengono pianificate e svolte le lezioni.”
Art.7 comma 2
… Il dirigente scolastico o la dirigente scolastica ovvero una persona da lui o lei incaricata può, nel corso dell’anno scolastico, osservare le lezioni, valutando anche le competenze socio-emotive del o della minore. Qualora dovesse sussistere un ragionevole dubbio che l’esercizio del diritto all’istruzione del o della minore sia compromesso, il dirigente scolastico o la dirigente scolastica può, già dopo il primo periodo di valutazione, avviare le misure previste dalle disposizioni vigenti in caso di violazione dell’obbligo di istruzione e formazione. I minori a cui viene impartita l’istruzione parentale sono tenuti a sostenere annualmente, per il passaggio alla classe successiva e fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione e formazione, l’esame di idoneità in qualità di candidati esterni o di candidate esterne presso la scuola alla quale è stata presentata la dichiarazione relativa alla fruizione dell’istruzione parentale.”
Non riporto qui le gravi violazioni di questa legge regionale. Ma come penso ormai tutti sappiamo, non siamo più in uno stato di diritto.
- Programma
Il percorso educativo deve di fatto ricalcare quanto viene fatto a scuola. Il bambino/ragazzo deve seguire il programma di offerta formativa della scuola (POF) con una possibilità di modifica e adattamento alle esigenze del bimbo che non può comunque discostarsi di molto.
Ricordiamo a tal proposito, che il DM 5/2021 ribadisce che il programma che le famiglie devono eseguire e depositare deve essere conforme alle linee guida del programma nazionale e quindi in linea con i POF scolastici.
Molte famiglie mal consigliate, quest’anno appena trascorso hanno di fatto eseguito dei percorsi educativo con i loro figli che, non avendo seguito i POF della scuola, hanno portato alla bocciatura dei fanciulli in fase di esame.
Quest’anno sono stati depositati ben 37 ricorsi al TAR in merito. Essendo un’azione onerosa, ciò significa che nella realtà molti bambini in Istruzione Parentale sono stati “bocciati”.
Oltre ai programmi non consoni, possiamo considerare che la scuola voglia con queste azioni dimostrare l’incapacità educativa della famiglia con finalità di tutela in qualche modo del “sistema scuola e del posto di lavoro” e di fatto facendone pagare le conseguenze ai bambini, o meglio ai loro utenti.
- Esami
Sicuramente l’esame rappresenta una difficoltà, in cui il fanciullo viene verificato sull’intero programma scolastico, a differenza dei ragazzi che frequentano per i quali la verifica viene spezzettata durante l’anno su argomenti limitati.
Questo comporta sicuramente una modalità di esame che diventa problematica maggiormente nelle scuole pubbliche che non sono attrezzate e abituate a svolgere esame a privatisti e tendono quindi a impostare le verifiche sui contenuti del programma e non sulle abilità acquisite.
Meno problematico è nelle scuole private parificate, nelle quali si ha già una abitudine a svolgere esami per privatisti provenienti dalle scuole “non parificare” che adottano gli stessi standard pedagogici, che nel tempo hanno affinato tecniche di verifica delle abilità raggiunte piuttosto che mera verifica dei contenuti ricordati.
Ricordo inoltre che molte sono le voci che mi sono state riportate di insegnanti “ostili” nei confronti dei fanciulli in Istruzione Parentale … e quindi di certo non ben disposti e accoglienti al metterli a proprio agio nelle fasi di esame …
Quindi consiglio sempre ai genitori di selezionare con cura la scuola presso cui far fare l’esame ai propri figli.
ISTRUZIONE FAMIGLIARE
Per Istruzione Famigliare si intende quel percorso giuridico in cui il fanciullo viene istruito personalmente e/o privatamente dalla famiglia, al di fuori dell’Istituzione Scolastica come previsto dalla Costituzione e dai trattati internazionali sui diritti del fanciullo.
Poiché la famiglia ha deciso di non avvalersi dell’Istituzione Scolastica il fanciullo deve essere disiscritto non solo dalla frequenza alla scuola, ma proprio dalla Istituzione Scolastica stessa e dall’ANS. Non è un utente della scuola e non può essere definito alunno o studente e nemmeno candidato esterno.
PRO
- Programma
L’istituto giuridico dell’Istruzione Famigliare permette una maggiore flessibilità e libertà nei metodi-tempi e di seguire le inclinazioni e gli interessi del fanciullo, fatto salvo che nel complesso dei 10 anni d’obbligo di istruzione dovranno essere raggiunte tutte le competenze previste dalle linee guida nazionali.
Il fanciullo non sarà sottoposto allo stress del giudizio in quanto le verifiche del raggiungimento degli obiettivi sono svolte nella naturalezza dell’osservazione, dialogo e attraverso l’esperienza con la famiglia.
Il fanciullo non dovrà essere sottoposto obbligatoriamente annualmente ad un esame di idoneità.
CONTRO
- Rischi Giuridici
Spesso le scuole non riconoscono questo diritto sebbene il termine Istruzione Famigliare sia previsto da normative prescrittive di primo livello e sebbene il termine “parentale” sia invece stato introdotto con norma di secondo livello e quindi non prescrittive.
L’istruzione Famigliare di fatto è comunque un percorso pionieristico. Sebbene sia giuridicamente corretto è poco noto nella prassi. Rappresenta la modalità “ab origine”, ancora prima che esistesse l’Istituzione Scolastica. Di conseguenza esiste il rischio di essere ostacolati da parte sia dei Dirigenti Scolastici che dai Sindaci. Questi Enti, infatti, confondono volutamente i due istituti giuridici per non perdere utenze, vigilanza e ridurre la loro responsabilità ad una mera azione amministrativa di raccolta dell’attestato di esame di idoneità o fine ciclo.
In questo percorso pionieristico, quindi è da mettere in conto la possibilità di dover ricorrere in giudizio (TAR e/o TDM) per difendersi dalle segnalazioni inconsulte di tali enti e vedersi riconosciuto questo diritto.
Tale scelta è consigliata solo a famiglie che abbiano una buona preparazione in ambito giuridico, che non siano eccessivamente emotivi e che abbiano una situazione famigliare unita e stabile. Si sconsiglia questa scelta in caso di famiglie separate o in disaccordo.
Per i ragazzi che dovrebbero concludere il primo ciclo (esame di quinta elementare e di terza media) si consiglia di far sostenere l’esame.
IN CONCLUSIONE
- Se fai parentale, devi sottostare alla normativa dell’istruzione parentale e le istituzioni hanno in mano sia il potere di vigilare come vogliono (passiamo quindi a casi di scuole che non vigilano e richiedono solo l’attestato a casi della vigilanza demenziale della provincia di Bolzano), di denunciare in caso di dubbi (ci sono già casi di denunce al TDM per le bocciature … che si sono risolte in niente pechè la famiglia aveva deciso di rimandare i figli a scuola) e di impostare le verifiche di esame come vogliono … quindi di decidere anche per la bocciatura.
In questo caso l’unico diritto che eserciti è quello di sottostare a delle regole e ti rimane solo in diritto di opporti ad un’ingiusta bocciatura.
Di qui la corsa a trovare “scuole amiche”, che sono scuole che non è che non applichino con serietà e rigore una verifica delle abilità acquisite dai fanciulli, ma hanno maturato nel tempo un’esperienza di come svolgere in modo consono gli esami ai privatisti andando come prescrive la legge a verificare le competenze e non ha giudicare la capacità mnemonica di ricordare gli interi programmi di tutte le materie come accade spessissimo nelle scuole pubbliche; e hanno degli staff di Insegnanti con la I maiuscola, che hanno mantenuto intatta quella fiammella della passione del loro lavoro, mossi dal cuore e accoglienti, in grado di accogliere e porre in serenità i fanciulli, che non sentendosi davanti ad un PLOTONE DI ESECUZIONE, possono realmente esprimere l’entusiasmo delle conoscenza acquisite.
Purtroppo sono poche, pochissime. E quindi, per pochi che riescono, moltissimi vengono massacrati. - Se fai famigliare, devi sottostare alla normativa dell’istruzione familiare, il sindaco deve vigilare se educhi i tuoi figli, rischi la denuncia della scuola, che seguendo Decreti Ministeriali, Note e Circolari è nel mantra … famigliare e parentale sono la stessa cosa e quindi devi sottostare alla normativa della istruzione parentale; o nel mantra … l’istruzione famigliare non esiste.
In questo caso, hai la possibilità di far valere un tuo diritto, di istruire tuo figlio in autonomia didattica e libertà di insegnamento, con la finalità di permettere al fanciullo di ottenere un titolo. Intendendo per Titolo, l’esame di fine ciclo elementare, medie, superiori. E quindi mantenendolo indenne da un massacro continuo, ma istruendolo in un percorso più armonico, sui ritmi dei suoi talenti ed entusiasmi mantenendo una finalità di obiettivo a lungo termine. Dopotutto la maggior parte delle famiglie che hanno deciso di istruire a casa i propri figli, non sono d’accordo con una didattica basata su continui GIUDIZI ogni ora del giorno per 10 anni di vita. Poi ci stupiamo che perdano l’interesse alla conoscenza, che siano spezzati in tanti frammenti e che debbano passare anni a ricostruire la stima di se.
Anche chi fa famigliare, può decidere di far fare l’esame d’idoneità, magari non tutti gli anni. Anche per questi vale che è consigliabile farlo in “scuole amiche”.
QUINDI E’ UNA BATTAGLIA A TUTTO CAMPO, IL SCEGLIERE IN CHE CAMPO COMBATTERE, SE SUL FRONTE DELLA PARENTALE O SUL FRONTE DELLA FAMIGLIARE, E’ UNA LIBERA SCELTA. CON PRO E CONTRO. LA BATTAGLIA NON SEMPRE C’E’, DIPENDE DA CHI LA FAMIGLIA TROVA DI FRONTE. SE PERSONE UMANE E PREPARATE O DA … SCERIFFI … O DA SERVI IMPAURITI CHE OBBEDISCONO AD OGNI COMANDO CHE RICEVONO.
E’ COME UNA ROULETTE RUSSA, COMUNQUE SEI OBBLIGATO A GIOCARE. PUOI SCEGLIERE DUE PISTOLE. UNA CON PIU’ COLPI IN CANNA MA SE VINCI APRI LA STRADA A CHI VIENE DOPO DI TE EVITANDO CHE DEBBA GIOCARE A QUESTO GIOCO. UNA CON MENO COLPI IN CANNA, MA SE VINCI, TE LA CAVI SOLO TU. CHI VIENE DOPO DI TE DEVE RIGIOCARE A QUESTO GIOCO.
Una strada non è migliore dell’altra, e ognuno deve calibrare le proprie capacità di gioco e scegliere quale sia la più consona a lui.


