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Ai tempi dei Romani

a Roma c’erano scuole sia pubbliche e gratuite che private a pagamento. Oltre a scuole di ogni grado c’erano anche scuole di medicina, chirurgia, odontoiatria. I Romani conoscevano e curavano molte malattie. Nell’Antica Roma, l’Educazione era affidata alla Madre che guidava i propri figli accudendoli almeno sino all’età della fanciullezza. Non appena i figli acquisivano una certa autonomia, le madri più facoltose e nobili, che potevano permettersi di pagare cifre piuttosto alte, affidavano i propri figli alle cure di un pedagogo; chi aveva meno disponibilità mandava i figli in una delle tante scuole romane private. Nell’epoca repubblicana invece ci sono tracce di testimonianze che affermano che istruzione ed educazione dei figli fossero compito del padre, che insegnava ai figli a leggere, scrivere, combattere oltre le leggi principali dello Stato; insieme alle nozioni erano trasmessi i valori: la Patria, la Famiglia, il rispetto degli anziani e dei più alti di grado. Una volta caduto l’Impero Romano si precipitò nella barbarie, venne abolito lo studio dei classici, della medicina, della pittura, della scultura, della storia, della filosofia, delle scienze.  Ciò accadde perché le scuole erano state chiuse a causa della nuova influenza Cristiana. Soltanto svariati secoli dopo, grazie al disseppellimento di statue, decori e reperti dell’Antica Roma si poté scoprire quanto l’ignoranza e la violenza cristiana avessero fatto, nascondendo e cancellando secoli e secoli di civiltà e cultura.

Dopo la caduta dell’Impero Romano

Nel Medioevo l’istruzione e la scolarizzazione in Italia erano monopolio della Chiesa, la fine dell’Impero Romano aveva comportato anche la fine delle Istituzioni Scolastiche Pubbliche in particolare le municipali. Erano solo tre i tipi di scuole, tutte religiose: parrocchiali, vescovili o cattedrali e monastiche. La situazione nella scuola iniziò a cambiare nel XII secolo quando le scuole parrocchiali iniziarono a sparire e altri ordini religiosi, come quello dei benedettini e dei domenicani, istituirono le loro scuole. Le autorità governative, sensibili a questo cambiamento, istituirono scuole laiche primarie, secondarie e università. Nella storia delle Istituzioni Scolastiche, ebbero molta importanza le scuole istituite dai gesuiti e successivamente da altri ordini religiosi. I gesuiti si rivolsero principalmente ai ceti medi e superiori, ai quali fornivano un’istruzione di alto livello. Altri ordini religiosi si occuparono invece dei ceti popolari. Nel ‘600, con il contributo di altri ordini, come i barnabiti e i somaschi, l’offerta di istruzione aumentò notevolmente e i religiosi assunsero un ruolo predominante nella scuola italiana, fino almeno alla seconda metà del ‘700. Nel ‘700 lo Stato soppiantò i Municipi nella fondazione e controllo delle scuole pubbliche. Gesuiti e barnabiti vennero via via marginalizzati e le scuole vennero affidate a  sacerdoti e laici, le scuole pubbliche elementari e secondarie aumentarono notevolmente di numero. Nel 1848 iniziò a diffondersi un dibattito acceso sulle condizioni delle classi sociali meno abbienti e sul diritto all’istruzione pubblica. L’istruzione inizia ad essere messa in relazione con l’economia e con i processi produttivi,  si parla già di ruolo dei lavoratori e di  classi sociali. Al modello scolastico liberale è ora contrapposta una scuola funzionale. Gli obiettivi dei ceti elevati e della classe liberale sono duplici: controllare la mobilità sociale anche tramite il controllo della mobilità scolastica e contenere e controbilanciare le impostazioni ideologiche e culturali alternative rispetto al sistema. Così la burocratizzazione del sistema scolastico creò una fitta rete di leggi, circolari e norme, infiltrandosi negli spazi di libertà e di autodecisione. [/av_textblock] [/av_one_third][av_one_third min_height=” vertical_alignment=” space=” row_boxshadow=” row_boxshadow_color=” row_boxshadow_width=’10’ custom_margin=” margin=’0px’ mobile_breaking=” border=” border_color=” radius=’0px’ padding=’0px’ column_boxshadow=” column_boxshadow_color=” column_boxshadow_width=’10’ background=’bg_color’ background_color=” background_gradient_color1=” background_gradient_color2=” background_gradient_direction=’vertical’ src=” background_position=’top left’ background_repeat=’no-repeat’ highlight=” highlight_size=” animation=” link=” linktarget=” link_hover=” title_attr=” alt_attr=” mobile_display=” id=” custom_class=” aria_label=” av_uid=’av-1ss’] [av_textblock size=” av-medium-font-size=” av-small-font-size=” av-mini-font-size=” font_color=” color=” id=” custom_class=” av_uid=’av-ktyc1n38′ admin_preview_bg=”]

La Legge Boncompagni e Casati 1848-1859

In questo periodo storico il sistema di gestione dell’istruzione non è molto differente da quello amministrativo, giudiziario e militare dello Stato; i punti cardine sono appunto la classificazione per funzioni, la gerarchia, il controllo e l’uniformità. Con la legge Boncompagni non viene impostato un nuovo paradigma di collaborazione tra la società, la scuola, lo Stato e la Chiesa, la priorità era piuttosto varare una legge quadro con cui lo Stato potesse controllare le istituzioni e le strutture che da molto tempo gestivano in proprio la scuola. Furono apportate diverse varianti alla legge Boncompagni fino al 1859, quando fu emanata la legge Casati. La legge Casati, approvata nel Regno di Sardegna, esprimeva la cultura politica dei liberali piemontesi e rappresentò il punto cardine del Regno piemontese nel settore scolastico ed il punto di riferimento per la futura classe dirigente dell’Italia Unita con varie ambiguità e contraddizioni; il popolo resta comunque una classe subalterna a cui fornire istruzione sufficiente appena a formare dei sudditi fedeli al Re e alla Patria. Un sistema così partorito risultava classista, portando inevitabilmente alla rinuncia agli studi da parte dei figli delle famiglie meno agiate. I programmi scolastici vennero approvati nel 1860 e includevano, tra le materie scolastiche fondamentali, la religione come strumento che assicurasse uniformità culturale di base per tutta la popolazione.

La Legge Coppino 1877

fu il punto cardine delle politiche della sinistra storica. Questa legge portò le elementari a cinque anni e introdusse l’Obbligo di Istruzione elementare , con relative sanzioni per i genitori degli studenti che non adempivano a tale obbligo. La legge Coppino oltre a rendere operativo il principio di obbligatorietà della scuola elementare, fissando le sanzioni per gli inadempienti, instaurò il controllo statale sulle nomine dei maestri. Nonostante introducesse l’obbligo dell’Istruzione elementare, seppe specificare bene quali potevano essere le scelte delle famiglie promulgando all’articolo 1 quanto segue: “I fanciulli e le fanciulle che abbiano compiuta l’età di sei anni e i quali i genitori o quelli che ne detengono il luogo non procaccino la necessaria istruzione o per mezzo di scuole private, ai termini degli articoli 355 e 356 della legge 13 novembre 1859, o con lo insegnamento in famiglia, dovranno essere inviati alla scuola elementare del comune. La istruzione privata si prova davanti all’autorità municipale, colla presentazione al sindaco del registro della scuola e la paterna con le dichiarazioni dei genitori o di chi ne tiene il luogo, colle quali si giustifichino i mezzi dell’insegnamento. L’obbligo di provvedere alla istruzione degli esposti, degli orfani e degli altri fanciulli senza famiglia accolti negl’istituti di beneficienza, spetta ai direttori degli istituti medesimi e quando questi fanciulli siano affidati alle cure di private persone, l’obbligo passerà al capo di famiglia che riceve il fanciullo dallo istituto.” La legge Coppino punta sul raccordo scuola e lavoro tra esercito e popolo, scuole elementari, serali, festive e professionali. La legge assunse una posizione nei confronti della materia religiosa che, sebbene non formalmente abolita, non comparve più tra le materie per favorire l’educazione civica. Questo era indice di profonda crisi tra Stato e chiesa e motivo di allarme per l’opinione pubblica.

La Legge Orlando 1904

Fu un provvedimento importante e voluto fortemente da socialisti e radicali; vennero definiti nuovi programmi e l’indirizzo scelto fu quello di una scuola volta all’operatività e all’utilitarismo. Negli stessi anni (inizio XX secolo) nacque il dibattito sulla presa in carico da parte dello Stato delle scuole. Da una parte i progressisti (socialisti, radicali, repubblicani), dall’altra c’era il mondo cattolico e gli amministratori locali. [/av_textblock] [/av_one_third][av_one_third min_height=” vertical_alignment=” space=” row_boxshadow=” row_boxshadow_color=” row_boxshadow_width=’10’ custom_margin=” margin=’0px’ mobile_breaking=” border=” border_color=” radius=’0px’ padding=’0px’ column_boxshadow=” column_boxshadow_color=” column_boxshadow_width=’10’ background=’bg_color’ background_color=” background_gradient_color1=” background_gradient_color2=” background_gradient_direction=’vertical’ src=” background_position=’top left’ background_repeat=’no-repeat’ highlight=” highlight_size=” animation=” link=” linktarget=” link_hover=” title_attr=” alt_attr=” mobile_display=” id=” custom_class=” aria_label=” av_uid=’av-1ss’] [av_textblock size=” av-medium-font-size=” av-small-font-size=” av-mini-font-size=” font_color=” color=” id=” custom_class=” av_uid=’av-ktyc1n38′ admin_preview_bg=”]

La Legge Daneo-Credaro 1911

Trasformò definitivamente la scuola elementare in Statale, fino ad allora erano i comuni a occuparsi della gestione, ponendo a carico dello Stato il pagamento dei maestri. La legge istituì i patronati scolastici comunali con il compito di dispensare vestiario e libri ai bambini più bisognosi per consentire l’adempimento dell’obbligo di istruzione elementare. Questo provvedimento era tuttavia inefficace verso la situazione dell’allora chiamato “mezzogiorno” che non disponeva dello stesso numero di insegnanti del nord.

La Riforma Gentile 1923

prevedeva cinque anni di scuola elementare, uguale per tutti. Era preceduta da un grado preparatorio (scuola materna) e seguita da un grado successivo chiamato scuola media inferiore che continuava poi negli anni di scuola media superiore. La riforma Gentile portò l’obbligo di istruzione a quattordici anni di età. I programmi delle elementari ripristinarono l’insegnamento della religione, salvo richiesta di esonero. Nel 1928 venne istituita la scuola di avviamento professionale. La Carta della scuola (1939) è stata una proposta di riforma complessiva del sistema scolastico, formalizzò la necessità di una scuola di massa, gerarchizzata e distinta al suo interno, per rispondere alle esigenze dell’economia e del regime. Anche a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale, la riforma rimase sulla carta, mai approvata, ad eccezione della legge del 1940 che creava la scuola media triennale e unificò i licei, istituti tecnici e magistrali escludendo però la scuola di avviamento professionale. Nel 1943 il governo alleato americano comprese l’importanza della riforma elementare, la più influenzata dal fascismo. I programmi scolastici incontrarono l’opposizione dei cattolici che riuscirono a strappare una programmazione di compromesso.

La Costituzione del 1948

stabilì l’istruzione pubblica, gratuita e obbligatoria per almeno otto anni. Sancì la libertà di istituire scuole “senza oneri per lo Stato” e la responsabilità in capo ai genitori di poter scegliere l’educazione e istruzione da impartire ai propri figli. Nel 1996 la riforma Berlinguer innalzò l’obbligo di istruzione fino ai 16 anni, con l’unificazione tra scuola elementare e media al fine di poter frequentare tre anni di scuola superiore ottenendo una qualifica professionale.

Conclusioni

Dopo millenni di influenza religiosa e politica possiamo comprendere come oggi la società rispecchi le radici di cosa le è Stato insegnato e inculcato in questi millenni. Tutti noi siamo responsabili di ciò che le generazioni future erediteranno e il cambiamento può avvenire a partire dall’educazione che ogni giorno impartiamo ai nostri figli, in ogni atto quotidiano e nella scelta di istruzione. Siamo certi che se tutti noi ci ispirassimo ai diritti umani e dei fanciulli facendo rispettare questi principi e finalità, davvero avremo una società educata alla pace, alla consapevolezza e all’evoluzione di ogni singolo individuo unico e speciale in equilibrio con i principi universali per vivere in pace, serenità e prosperità per tutti i popoli. [av_button label=’Scarica la legge Coppino’ icon_select=’yes’ icon=’ue82d’ font=’entypo-fontello’ link=’manually,https://www.istruzione-famigliare.it/wp-content/uploads/2021/09/legge_coppino.pdf’ link_target=’_blank’ size=’small’ position=’left’ label_display=” title_attr=” color_options=” color=’theme-color’ custom_bg=’#444444′ custom_font=’#ffffff’ btn_color_bg=’theme-color’ btn_custom_bg=’#444444′ btn_color_bg_hover=’theme-color-highlight’ btn_custom_bg_hover=’#444444′ btn_color_font=’theme-color’ btn_custom_font=’#ffffff’ id=” custom_class=” av_uid=’av-67ke’ admin_preview_bg=”] [av_button label=’Scarica la copia della costituzione originale’ icon_select=’yes’ icon=’ue82d’ font=’entypo-fontello’ link=’manually,https://www.istruzione-famigliare.it/wp-content/uploads/2021/09/costituzione-della-repubblica-italiana.pdf’ link_target=’_blank’ size=’small’ position=’left’ label_display=” title_attr=” color_options=” color=’theme-color’ custom_bg=’#444444′ custom_font=’#ffffff’ btn_color_bg=’theme-color’ btn_custom_bg=’#444444′ btn_color_bg_hover=’theme-color-highlight’ btn_custom_bg_hover=’#444444′ btn_color_font=’theme-color’ btn_custom_font=’#ffffff’ id=” custom_class=” av_uid=’av-2pt6′ admin_preview_bg=”] [/av_textblock] [/av_one_third]